Traduttore-Traslate.

July 5, 2016

Pecorino semicotto.

Ciao carissimo/a,

oggi voglio parlare delle differenze tra il formaggio pecorino a pasta cruda e pasta semicotta in base alle mie personali esperienze.

Questione di gusti si dice generalmente quando si fanno delle considerazioni sul sapore del pecorino.

Dalla temperatura dipendono molte delle caratteristiche che si hanno nel prodotto finale.
il pecorino come molti altri formaggi può a seconda dei gusti essere prodotto  a pasta cruda,
tecnica che consiste nella rottura della cagliata senza subire altre variazioni di temperatura.

Perciò la massima temperatura nella lavorazione non deve superare i 38°, in parole povere pecorino a pasta cruda vuol dire che non si deve scaldare la cagliata. Il sapore del pecorino a pasta cruda è gia dal primo periodo assai forte, e diventa sempre più piccante con la stagionatura. 


il sistema più utilizzato  è  quello a pasta semicotta ( vedi ebook pecorinofacile)  per una serie di motivi ma sopratutto  per la digeribilità, il sapore è più delicato di quello a pasta cruda e si ottiene portando la temperatura della cagliata a 42°. 

Si ha quindi un pecorino più compatto rispetto a quello a pasta cruda.

per finire un'altra differenza tra il pecorino a pasta cruda e quello a pasta semicotta è
che il colore della pasta nel primo  rimane bianca mentre nel secondo rimane di colore paglierino.



e tu come preferisci il pecorino? A pasta cruda o semicotta?

Un cordiale saluto 
Andrea

April 6, 2016

Formaggio con i vermi.

Ciao lettore appassionato , oggi ti voglio parlare di una specialità della mia terra.

tramite la Phiophila casei ( la mosca del formaggio) Una mosca piccolissima si forma il cosi detto pecorino con i vermi.

Nella mia zona ma anche in tutta la Sardegna questa è una specialità, dal sapore piccante, spalmabile, molti lo adoperano anche per condire la pasta.

Bisogna riconoscere il momento in cui bisogna iniziare a consumare il prodotto, molti lo iniziano a mangiare quando la prolificazione delle larve che sono piccolissime e bianche (si nutrono esclusivamente di formaggio) sono in numero elevato, questo e sbagliato perché ancora non si e formata quella pasta morbida e spalmabile. 

Infatti col passare dei giorni le larve lasciano man mano il posto ad una pasta morbida dal colore paglierino dal gusto piccante e dal profumo intenso, fino a quando non scompaiono del tutto, questo è il momento di consumare il pecorino con i vermi i quali sono spariti dopo aver svolto il loro compito.

Anche in presenza della mosca del formaggio non sono tutte le forme del pecorino che
In una cantina o dove esiste una provvista di formaggio vengono inoculate dall’insetto, diventano “casu marthu o fatitu” solo quelle che presentano delle piccole screpolature dove l’insetto depone i vermi, non solo deve esserci la temperatura adeguata “ periodo estivo sopra i 25 gradi” per svilupparsi il fenomeno e per ultimo devono essere delle forme che contengono una percentuale bassa di sale  , non diventerà mai con i vermi un formaggio salato.

A questo punto mi fermo qui e mi faccio una domanda, e spero ne seguiranno altre sull’argomento ma io mi faccio quella più importante che poi è quella che interessa a chi leggera questo post:

il mangiare questa specialità che fra le altre cose costa ( circa 20 euro al kg.) più di un normale pecorino senza vermi buonissimo per altro, può causare danni all’organismo?


RISPOSTA: ASSOLUTAMENTE NO, il sottoscritto ha 58 anni e mangia tutti gli anni il formaggio “fatitu” e non solo non fa alcun danno, ma a detta di molti ha anche il potere che si addice al sedano.

NON VADO OLTRE E ATTENDO COMMENTI APPROPRIATI MA ANCHE DOMANDE  A SECONDA DELLE TUE ESPERIENZE DI VITA, 

MI PRENDO QUESTA FACOLTA‘ PERCHE’ ANCHIO PRODUCO TUTTI GLI ANNI QUALCHE FORMA DI FORMAGGIO “FATITU“ CHE SOLITAMENTE REGALO AGLI AMICI.

Ciao Andrea


March 29, 2016

Antonio Casu e le sue esperienze casalinghe.

Ciao Carissimo/a
FOTO DI ANTONIO

Antonio Casu , un nome una storia, e bene si Antonio è un appassionato
del formaggio fatto in casa, per chi non lo sapesse casu in sardo significa formaggio.

Antonio dopo le varie email che ci siamo scambiati per la difficoltà avuta
in qualche passaggio per realizzare il formaggio, è riuscito finalmente a mettere in pratica
qualche consiglio. Ora copio e incollo le email che Antonio mi ha inviato corredate di foto
che sono frutto , a dir suo della testardaggine che contraddistingue noi sardi.

Prima email di Antonio; Buongiorno !!! E buona pasqua Andrea a te e famiglia....io continuo a fare formaggio ma sai o bisogno ancora dei tuoi consigli preziosi..

risposta; Buona Pasqua a te e famiglia. Bella foto, hai fatto molto e hai onorato il tuo cognome fatti sentire dopo Pasqua che mi invii altre foto con i nomi dei tuoi formaggi e ricotte e se mi dai l'ok facciamo un articolo sul blog. Ciao Andrea

seconda email di Antonio; Certo sono onorato di aver  un maestro come te Ti sarò sempre Riconoscente grazie.

risposta; per me e sempre un piacere aiutare gli appassionati, cos'è quella cosa nera che si vede nella foto? Ciao Andrea.

terza email di Antonio; Grazie di avermi risposto!!!!la roba nera e tartufo nero)) a chi piace e buono .. ho pensato di aromatizzarle , sai zafferano, vino rosso, noce ,pistacchio, basilico ,rosmarino.. E sono contento la mozzarella mi è venuta finalmente o capito da buon sardo testardo c'è lo fatta😰😰.devo ringraziarti tanto per la tua guida .. E sul tuo blog sono molto contento di esserci prego fai come desideri grazie mille ci sentiamo dopo pasqua ciao.


E cosi via, un argomento tira l'altro, sono veramente soddisfatto di Antonio, a dire la 
verità anche sorpreso, ma si sa che a volte capitano le cose che proprio non ti aspetti
finisco ringraziando Antonio ,ricordandoti i miei lavori che ,link qui sotto, hanno aiutato molte persone a realizzare molti prodotti come ben puoi notare nelle foto di Antonio Casu.




Ciao a presto Andrea.

March 1, 2016

RINASCITA DI UN ANTICO FORMAGGIO.


Marchio Bozzano
Carissimo/a

L'idea me l'ha data una importante iniziativa della associazione culturale  s'Adde di Macomer.

Associazione che tramite ricerche effettuate a Macomer e area Marghine, ha ricostruito la storia del pecorino romano, prodotto in Sardegna ed esportato negli Stati Uniti. 

A Macomer agli inizi del novecento sbarcarono i primi industriali caseari continentali: Bozzano, Bertolli, Castelli, Cannavale, Albano, Centola, che si insediarono a ridosso dell'abitato, su un'area di circa 5 ettari, realizzando i primi caseifici industriali.
Marchio Salbo.
(Salvati-Bozzano)

“Riesumare” un formaggio misto antico con i marchi degli Imprenditori che hanno caratterizzato le attività economiche/filiere industriali tra la fine dell'ottocento e il novecento mi ha da subito affascinato.
Il formaggio in oggetto e in foto richiede diverse percentuali di tre tipi di latte; pecorino, vaccino e caprino oltre che una lavorazione particolare per portalo ad una stagionatura di 6 mesi.

Domenico Centola, di Ferrandina in Basilicata, fu tra i primi a investire a Macomer nel 1908 aprendo il caseificio per la produzione e l'esportazione di formaggio e ricotta negli Stati Uniti periodo che coincide con l'immigrazione degli italiani in America che gradivano arricchire la pasta con un formaggio salato e dai sapori forti.

Tutto questo grazie a Francesco, componente dell'associazione s'Adde di Macomer che mi ha dato le informazioni per poter risalire alla riuscita del formaggio in questione, chissà se in futuro non si riesca a realizzare l'intera gamma dei formaggi e ricotte che si producevano come 100 anni fa.


Per fare cosa? Cosi per PURA PASSIONE.

Caro lettore prima di salutarti ti ricordo le mie guide online, dacci uno sguardo , potresti trovare qualcosa di interessante.




Ciao Andrea.


BENENNIDU

TRA QUALCHE MESE USCIRA' L'EBOOK-GUIDA PRATICA DI COME STAGIONARE IL PECORINO IN CASA DAI PRIMI GIORNI DI VITA FINO ALLA STAGIONATURA DI UN ANNO. POSSO FARTI AVERE DIRETTAMENTE A CASA DA 2 A 6 FORME DI CIRCA 2,00 KG DI PECORINO DI NICCHIA (col gusto di una volta che si è perso nel tempo e nella globalizzazione) FATTO IN CASA. PER INFORMAZIONI SCRIVI A andreamotzo@gmail.com.

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